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Mobilità umana, intelligenze e sviluppo
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Lo studio delle migrazioni internazionali non è puro esercizio di buoni sentimenti rispetto alle popolazioni più povere del pianeta.

MigrationAgenda

Gli appuntamenti, gli eventi e gli incontri sul mondo delle migrazioni


I pregiudizi da abbattere
27 novembre 2007


Posso dire una cosa? Non sono del tutto contrario. Ho sostenuto più volte in questa ed altre sedi che la decostruzione degli stereotipi sugli immigrati nei paesi di accoglienza sia fondamentale per la corretta gestione del fenomeno migratorio.

Non avrei mai immaginato che simile sforzo potesse essere fatto nei paesi di origine sulle società di -futura- accoglienza.




permalink | inviato da macasta il 27/11/2007 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Prima di loro era l'oro
5 novembre 2007
Mercoledì 31 ottobre potevamo tranquillamente leggere nei giornali la notizia del tragico agguato a Giovanna Reggiani. Non allo stesso modo potevamo leggere le dichiarazioni ed i commenti che tanto avrebbero occupato le pagine dei quotidiani il giorno successivo. Ci sono almeno 16 ore di buco informativo prima che la notizia già nota diventasse notizia da notare, prima che in tanti capissero che su quel evento avrebbero potuto lucrare.

E in tanti ne hanno guadagnato.
Prodi ha potuto far votare alla sinistra radicale il pacchetto sicurezza sul quale il giorno prima c'erano state delle astensioni.
Fini ha potuto mostrare ancora una volta il volto che in modo maggiore massimizza i consensi della destra italiana, quello della sicurezza&legalità.
Ma il vero vincitore è Veltroni che ha potuto imporre la propria agenda a Prodi e allo stesso Governo, che ha esibito il suo piglio di decisionista imponendo la trasformazioni di un disegno di legge in un decreto legge e che ha svolto alla perfezione il suo nuovo ruolo di premier-ombra.
In molti hanno riabbracciato l'equivalenza tra clandestino e criminale, che era la ratio sulla quale era stata costruita la legge Bossi-Fini, dimenticando che nei cantieri attraverso i quali i palazzinari romani tanto guadagnano, è pieno di rumeni clandestini che nessuno andrà mai a controllare e che a causa del lavoro nero difficilmente potranno emergere dalla clandestinità.

Ma la strumentalizzazione degli avvenimenti, difetto assai diffuso nella politica italiana, mette in ombra la buona politica fatta di intelligenza e di strategia. E le migrazioni necessitano di un supplemento di intelligenza e strategia.
La buona politica avrebbe permesso di evitare la costruzione di insediamenti abusivi nel quale trovano rifugio, in mezzo a tanti semplici clandestini, i criminali più feroci,
avrebbe gestito le stazioni ferroviarie e metropolitane senza lasciare che venissero abbandonate a se stesse e non avrebbe rincorso i sentimenti più bassi della popolazione. La buona politica avrebbe permesso che il tanto decantanto Modello Roma potesse infrangersi tanto facilmente sul Modello Rom.

Perché ciò che dobbiamo evitare con tutte le nostre forze è che di fronte alla complessità del mondo si abbandoni la lucida razionalità e che il calcolo politico prenda il posto della visione politica. I fenomeni migratori hannno dimostrato ancora una volta che l'esercizio dell'intelligenza è fondamentale per l'analisi e l'azione politica. La stessa intelligenza che avrebbe permesso a Veltroni di evitare la frase "Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione Europea, Roma era la citta' piu' sicura del mondo''.
Su quali basi e attraverso quali dati Walter possa corroborare questa frase non ci è dato sapere.

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permalink | inviato da macasta il 5/11/2007 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Immigrati anche lì
1 novembre 2007
Nei tre mesi che mi hanno visto assente da qui, nei tre mesi in cui ho dato una mano per la campagna elettorale di Enrico Letta, ho potutto continuare ad osservare anche lì l'effetto dell'arrivo di migliaia di immigrati in Italia.

Il rapporto tra immigrati e politica è controverso e anche poco osservato.
Rapporto che forse è ancora marginale, ma nelle Primarie appena passate, per la prima volta in Italia, gli immigrati hanno avuto gli stessi diritti di elettorato attivo e passivo degli italiani. Quindi è un fenomeno di sicuro interesse.

Ma vedremo immagini che avevamo abbandonato negli anni passati con gli immigrati nuovi ascari della politica italiana, pronti a dare il proprio voto in cambio del pacco di pasta? Vedremo di nuovo all'opera i Lauro della politica italiana, i capibastone che pesano quanto le preferenze che riescono a muovere?

Forse siamo stati troppo ottimisti, sono immagini che pensavamo di aver abbandonato, ma che invece sono ancora i meccanismi attraverso i quali di costruisce ancora oggi il consenso in Italia, anche per catturare i voti degli italianissimi elettori.

Ma la strada da imboccare è quella dell'immigrato da copertina? Di chi mette Afef in prima pagina per intercettare il voto d'opinione? Dell'opinione di chi pensa che basti la bella tunisina a garanzia della rappresentanza straniera nel Partito Democratico?

Emblematico è il video di Zoro, attento osservatore delle Primarie.




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permalink | inviato da macasta il 1/11/2007 alle 10:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ritorno, finalmente
26 ottobre 2007
Non so quanti, ma qualcuno si sarà chiesto dove sono finito in questi tre lunghissimi mesi.
Molte cose sono successe e tra queste le Primarie del 14 ottobre. Ed è a causa di questo appuntamento che sono stato lontano da qui per tanto tempo.

Sono stato impegnato per una full immersion a sostegno della candidatura di Enrico Letta alla carica di segretario nazionale.

Sono stato anche candidato a Roma, però senza successo.

Ed ho incontrato tanti nuovi amici.

Vi prometto che sto tornando.







permalink | inviato da macasta il 26/10/2007 alle 22:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Vacanze
10 agosto 2007
Questo blog si prende una pausa agostana, per delle vacanze che saranno piene di lavoro.



permalink | inviato da macasta il 10/8/2007 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Finalmente in Europa
27 luglio 2007
Finalmente ci si muove anche sul piano dei richiedenti asilo. E finalmente un passo in più per arrivare ad una legge organica sul diritto d'asilo, come prescritto dalla nostra costituzione.

Anche questa volta però abbiamo rincorso gli altri paesi europei, limitandoci solamente ad attuare due direttive dell'Unione Europea. Peraltro anche con un po' di ritardo.


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permalink | inviato da macasta il 27/7/2007 alle 15:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Dalla piccola isola al mondo intero
20 luglio 2007


E' necessario capire che la globalizzazione è qualcosa di maledettamente più complesso di quanto sia possibile immaginare. Siamo abituati a pensare ad una visione imperiale della globalizzazione con le grandi multinazionali impegnate ad imporre i propri prodotti sulle masse mondiali dei consumatori.
Le azioni messe in campo dai migranti rappresentano un fenomeno globalizzante costruito assolutamente a partire dal locale.

Rabidar, nella lingua creola di Capo Verde  significa "riuscire a cavarsela", e le rabidantes sono delle operatrici (sono esclusivamente donne) transnazionali del commercio informale. Oltre al commercio informale mettono in comunicazione le comunità emigrate con chi è rimasto trasportando lettere, pacchi, rimesse e piccoli regali.
La loro è un'attività autonoma ma che si costruisce attraverso una rete vasta e radicata di relazioni sociali con due soggetti principali
-La famiglia e la comunità locale
-Le comunità emigrate all'estero
Un'autonomia particolare, che non potrebbe esistere senza la costruzione di una rete sociale locale ma allo stesso tempo transnazionale.

Attraverso questo commercio informale le donne, spesso single e scarsamente alfabetizzate, trasformano il ruolo che sarebbe assegnato tradizionalmente a loro. Divengono operatrici della globalizzazione, importando modelli di consumo dall'estero e collegando gli emigrati con i connazionali rimasti in patria.  Una costruzione locale del globale.

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permalink | inviato da macasta il 20/7/2007 alle 23:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Ma quale iMille
20 luglio 2007
Due comunicazioni di servizio

- Questo blog, a causa di una gestione non democratica delle decisioni (leggete bene anche i commenti), non appoggia più iMille.

- Mi scuso dell'assenza di questi giorni, ma è un periodo particolarmente stressante per me. Non preoccupatevi però, perchè sto continuando a lavorare per voi.

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permalink | inviato da macasta il 20/7/2007 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Missioni e colonie
12 luglio 2007


Algerini in Francia,  giamaicani in Gran Bretagna, congolesi in Belgio, gli angolani in Portogallo, e di nuovo i tunisini in Francia, gli indiani in Gran Bratagna, i ruandesi in Belgio e   i mozambicani in Portogallo.
I processi di decolonizzazione avvenuti  dopo la seconda guerra mondiale, hanno favorito nuove migrazioni internazionali verso le ex-potenze coloniali.  Non è un caso che le prime mete di tali flussi migratori siano state proprio  le capitali dei vecchi imperi coloniali. Sono due le condizioni che hanno accelerato questo processo:
-L'acculturazione coloniale ha permesso una socializzazione anticipata della cultura e della società che fino a poco tempo prima governava quelle terre lontane. La lingua si è rilevata una degli elementi di maggiore importanza, come nel caso delle migrazioni degli indiani in Inghilterra.
- Le relazioni umane nate dall'avvicinamento tra centro e periferia ha permesso una contaminazione fin a quel momento impensabile, che ha portato la periferia al centro, ad esempio con i lavoratori domestici stranieri che seguivano le famiglie coloniali nel loro ritorno verso la medrepatria.

In Italia lo stesso ruolo dell'impero coloniale è stato svolto dai missionari cattolici in giro per il mondo. Non che in Italia mancassero gli epigoni dell'avventura coloniale fascista, anzi. I primi flussi migratori provenivano proprio da Eritrea, Etiopia e Somalia, ma a queste si affiancavano immigrati provenienti da aree in quel momento apparentemente scollegate con l'Italia, ad esempio da Capo Verde e dalle Filippine. In questo caso l'acculturazione e le relazioni umane nate dalla rete missionaria nel mondo hanno fatto nascere flussi migratori verso l'Italia.  
Il processo di evangelizzazione cattolica ha fatto sentire culturalmente più desiderabile l'Italia come destinazione e allo stesso tempo, le organizzazione cattoliche nel nostro paese, hanno svolto il ruolo di vere e proprie agenzie di collocamento della manodopera straniera, soprattutto nel campo dei servizi alla famiglia. Si potrebbe dire che hanno introdotto in Italia i meccanismi di reclutamento attivo, dove invece, nei paesi con un passato coloniale ben più ingombrante, lo stesso ruolo veniva svolto dallo Stato.
Carte e permessi
9 luglio 2007
Sembra che alle primarie per il Partito Democratico potranno partecipare solamente gli immigrati in possesso della carta di soggiorno. Poichè la carta di soggiorno è divenuta ormai molto difficile da conquistare visti i sempre maggiori limiti imposta dalla legge Bossi-Fini, non sarebbe il caso di aprire sempre più la partecipazione e prevedere quindi la possibilità di votare anche a chiunque abbia semplicemente il permesso di soggiorno?


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permalink | inviato da macasta il 9/7/2007 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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